Il round e i numeri di oggi

Questa settimana Medical Microinstruments (MMI) ha annunciato una Serie D da 125 milioni di dollari. Il round è guidato da BioStar Capital, già tra gli investitori, con S3 Ventures e Angelini Ventures come nuovi ingressi, più un investitore strategico aziendale non identificato e i soci esistenti. Le risorse servono a estendere la presenza commerciale, a sostenere studi clinici e dati sugli esiti, tra cui lo studio REMIND, e a sviluppare la piattaforma, in particolare strumenti a energia e funzioni di chirurgia digitale.

La fotografia attuale è di circa 50 sistemi Symani installati e 3.500 procedure di microchirurgia complessa eseguite nel mondo. Dividendo, si ottengono in media circa 70 procedure per sistema sull'intero periodo di commercializzazione: un numero che racconta una tecnologia ancora all'inizio della curva di adozione. Il sistema è autorizzato dalla FDA e ha il marchio CE.

Una scommessa nata a Pisa nel 2015

MMI nasce nel 2015 vicino a Pisa. Secondo il racconto di Massimiliano Simi, cofondatore e responsabile della ricerca e sviluppo, all'epoca fresco di dottorato al Biorobotics Institute della Scuola Superiore Sant'Anna con un background in micromeccanica, l'impresa parte come sfida tecnologica grazie all'investimento di un gruppo di business angel, ex allievi della Sant'Anna, che avevano fondato Sambatech. Con lui c'è Giuseppe Prisco, con oltre dieci anni di esperienza in Silicon Valley presso Intuitive Surgical, dove aveva visto da vicino le potenzialità della chirurgia robotica, e la cofondatrice Hannah Teichmann.

Tra il 2015 e il 2017 prende forma il primo prototipo di Symani, un robot per la microchirurgia costruito attorno a uno strumento articolato miniaturizzato. È la miniaturizzazione il cuore del progetto: il polso NanoWrist, descritto dall'azienda come il più piccolo polso robotico chirurgico al mondo, offre sette gradi di libertà per riprodurre il movimento della mano a scala micro, a cui si aggiungono filtraggio del tremore e scalatura del movimento. L'obiettivo dichiarato è suturare vasi, nervi e linfatici fino a 0,3 millimetri di diametro.

Dal marchio CE alla svolta americana

Il marchio CE arriva nel 2019 e i primi interventi sull'uomo risalgono al 2020, a Firenze. Nel gennaio 2021 l'azienda nomina amministratore delegato Mark Toland, con oltre 25 anni nel settore, la guida di Corindus (acquisita da Siemens Healthineers nel 2019 per 1,1 miliardi di dollari) e un passato in Boston Scientific.

Nel maggio 2022 inaugura a Montacchiello, in provincia di Pisa, un nuovo stabilimento di 3.000 metri quadrati che riunisce sviluppo, produzione e amministrazione, prima divisi in quattro sedi.

A luglio 2022 arriva la Serie B da 75 milioni di dollari, guidata da Deerfield Management, con RA Capital e BioStar tra i nuovi investitori. Con il round l'azienda comunica il trasferimento della sede legale negli Stati Uniti, mentre Pisa, con circa 100 dipendenti all'epoca, resta il polo di ricerca e produzione.

Il passo successivo è la Serie C da 110 milioni nel febbraio 2024, guidata da Fidelity Management & Research, che l'azienda definisce il più grande investimento mai realizzato nell'innovazione in microchirurgia e che porta il totale raccolto oltre i 200 milioni.

FDA, primi casi americani e nuove indicazioni

L'8 aprile 2024 la FDA concede la classificazione De Novo a Symani per la manipolazione dei tessuti molli in microchirurgia. Le indicazioni americane comprendono la ricostruzione mammaria dopo mastectomia, la ricostruzione degli arti con trasferimento di tessuto libero, la riparazione del sistema linfatico e la riconnessione di vasi sanguigni e linfatici di piccolo calibro.

Al momento dell'annuncio l'azienda citava circa 1.000 casi clinici nell'Unione Europea. A maggio 2024 al Penn Presbyterian Medical Center di Penn Medicine vengono eseguiti i primi due interventi statunitensi, entrambi ricostruzioni degli arti. La frontiera successiva è l'ampliamento delle indicazioni. Nel 2025 il Jacobs Institute ha avviato a Buffalo uno studio di fattibilità approvato dalla FDA in neurochirurgia: tre adulti con malattia di Moyamoya hanno ricevuto un bypass indiretto assistito dal robot.

Cosa dice il mercato e cosa resta da dimostrare

MMI sostiene che le procedure microchirurgiche robotiche eleggibili passeranno da 3 a 22 milioni l'anno entro il 2028 e che meno di 600 chirurghi al mondo praticano la supermicrochirurgia, su vasi inferiori a un millimetro. Sono stime dell'azienda, non verificate in modo indipendente. Anche la previsione di L. Scott Levin, uno dei responsabili medici dell'azienda, secondo cui entro cinque anni il portafoglio di interventi a cielo aperto potrebbe superare quello delle procedure laparoscopiche robotiche, resta una previsione e non un dato.

Per l'Italia la storia ha un doppio significato. La sede legale è in Florida, ma ricerca e produzione restano in Toscana, e tra i nuovi investitori del round c'è Angelini Ventures. Sommando gli oltre 200 milioni raccolti fino alla Serie C e i 125 della Serie D, il totale supera i 325 milioni di dollari (somma dell'autore su dati dell'azienda).

Il nodo ora è dimostrare, con dati su esiti clinici ed economici, che la microchirurgia robotica migliora i risultati dei pazienti e non solo la precisione del gesto: è su questo che si concentrano gli studi finanziati dal round.

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